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L’emergenza educativaCome donna, come insegnante, come cittadino, sottoscrivo interamente. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- La stagione educativa che viviamo NON C`E` TEMPO DA PERDERE E’ finita l’epoca dei Peter Pan? Una domanda impegnativa a cui ha dato risposta, a modo suo, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani: “Il problema dei giovani sono gli adulti! Il mondo adulto non può gridare allo scandalo…”. E’ questo il cuore della questione educativa o meglio dell’emergenza educativa. Ma allora può Peter Pan educare i propri figli? Ovvio che no. Ma le cose stanno davvero così? Basta guardarci attorno per verificare che siamo accerchiati da adulti Peter Pan che non prendono nulla sul serio, ma soprattutto pretendono che qualcun altro (scuola, parrocchia, palestra, associazione…) si prenda carico dell’educazione dei loro figli. Per non dire che da perfetti Peter Pan hanno ben altro da fare che pensare a mettere al mondo i figli o educarli. E poi basta sfogliare le riviste di ogni genere e siamo assaliti da un esercito di Peter Pan che occupa posizioni chiave in ogni ambito della vita pubblica, tale da farci invidiare le meste grisaglie di De Gasperi e la forza travolgente di Enrico Mattei. Oggi, invece, in una sorta di miscela esplosiva e inconcludente fra l’apparire e l’avere, basta ripercorrere alcuni talk show, anche politici, per accorgerci che il vuoto di Peter Pan, riempito di slogan e di proposte avventurose, sta lì a metterci in guardia. Per concludere: se davvero i Peter Pan li conosci, li eviti. Ti fanno perdere un mucchio di tempo con le loro chiacchiere che in genere orbitano attorno al proprio ombelico, incapaci di guardare appena oltre il naso. Che ce ne facciamo di gente così in tempi duri come quelli che viviamo? Allora, liberiamoci al più presto di questi eterni Peter Pan, dediti all’elogio della leggerezza. Rottamiamoli pure. Vale nel privato come nella sfera pubblica, Questo tempo difficile non è il loro tempo. Domenico Delle Foglie sentivo fame e seteEcco quello che sta per fare il nostro Stato di diritto:Salvatore Crisafulli: "Sentivo la fame e la sete"«La
definizione di stato vegetativo permanente si riferisce a una
prognosi sottoposta a gravi margini di errore: la sentenza di morte
emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa
venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e
condannando duramente tutti i disabili gravissimi». A parlare è
Salvatore Crisafulli, l’uomo che nel 2005, dopo due anni di coma e
numerose diagnosi di stato vegetativo permanente, si risvegliò
raccontando di aver trascorso quei due anni comprendendo e capendo
tutto ciò che gli accadeva intorno. Oggi chiede al presidente della
Repubblica un intervento per «evitare ulteriori richieste di
eutanasia», affermando che altrimenti si dovrebbero chiudere tutti i reparti di rianimazione. Tratto dal quotidiano "Avvenire" del 17 luglio 2008 pagina 9 |
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